Che differenza c’è tra vulnerability assessment e penetration test?
Il vulnerability assessment cerca le debolezze note di sistemi e applicazioni, in gran parte con strumenti automatici. Il penetration test prova a sfruttarle e a metterle in fila, come farebbe un attaccante, e mostra fin dove arriva. Il primo dice dove si è esposti, il secondo che cosa succede se qualcuno entra.
Ogni quanto va fatto un penetration test?
Non c’è una cadenza unica per legge per tutte le aziende. Di regola si fa una volta l’anno sui sistemi più importanti e subito dopo un cambiamento grande. Alcune regole di settore fissano le loro cadenze, come il regolamento DORA per alcune entità finanziarie, che chiede test avanzati almeno ogni tre anni.
Un penetration test può bloccare i sistemi?
Il rischio esiste, per questo si riduce prima. Si concordano orari e limiti, si escludono le prove più pesanti sui sistemi delicati e un referente dell’azienda resta raggiungibile. Se qualcosa non va, il test si ferma.
Quanto costa un penetration test?
Dipende dal perimetro: quante applicazioni e quanti indirizzi si provano, se il test parte dall’esterno o con le credenziali di un utente, quanto lavoro manuale serve. Per questo non c’è un listino. Il primo colloquio non impegna. Se c’è un lavoro da fare, arriva una proposta scritta per l’analisi iniziale, di norma una o due giornate di lavoro con le persone coinvolte. Dopo l’analisi arriva la proposta per il progetto, con fasi, tempi e costi.
Si può fare un penetration test su sistemi in cloud o gestiti da un fornitore?
Sì, con le autorizzazioni giuste. Firma l’azienda che ha titolo sui sistemi e si rispettano le regole del fornitore sui test. Quando serve, il fornitore viene avvisato prima.