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Sicurezza e governance dell’AI

Sicurezza e governance dell’AI: regole chiare e verifiche prima che un assistente legga i dati dell’azienda

Un assistente in un reparto, la trascrizione automatica nelle riunioni, le funzioni AI accese da un aggiornamento del CRM: spesso nessuno ha deciso nulla, ed è già tutto in uso. Mettiamo ordine su strumenti, dati e responsabili. E prima che un assistente legga i dati aziendali, lo mettiamo alla prova come farebbe chi vuole ingannarlo.

Esempio di registro dei sistemi AI: assistente sui documenti verificato, agente ordini con conferma umana, funzione AI del CRM con contratto da leggere, trascrizione delle riunioni con regole in scrittura, selezione dei curricula ferma perché ad alto rischio; accanto, una richiesta nascosta in un’email esterna non eseguita e le verifiche fatte prima dell’avvio.
Esempio · sistemi e dati della composizione non sono reali
Un registro degli strumenti AI
che cosa si usa, con quali dati, chi ne risponde
Verifiche prima dell’avvio
istruzioni nascoste, fughe di dati, permessi eccessivi
Con il legale e il DPO
AI Act e protezione dei dati letti sul caso concreto

01 · copia il link alla sezioneLa situazione

L’intelligenza artificiale è già in azienda. Le regole, spesso, non ancora

Nessuno l’ha deciso: è successo, un reparto alla volta.

Un reparto ha collegato un assistente alle cartelle condivise, il fornitore del CRM ha acceso funzioni nuove e nessuno ha riletto le condizioni. Nessuno sa dire con certezza quali strumenti sono in uso, quali dati leggono e dove finiscono. Prima o poi la domanda arriva: da un cliente con un questionario, dal consiglio, dopo un incidente.

In un’organizzazione grande il divieto generale dura poco: gli acquisti rinnovano le licenze, i reparti accendono le funzioni nuove. Serve una lista breve di strumenti approvati, un responsabile per ciascuno e qualche verifica tecnica fatta bene.

C’è poi un rischio nuovo: un assistente che legge email e documenti può ricevere ordini nascosti dentro quei contenuti (prompt injection).

Esempio della situazione di partenza: sei strumenti di AI entrati reparto per reparto, cioè un assistente con account personale, la trascrizione nella riunione del consiglio, cartelle condivise collegate a un assistente, un’estensione del browser, nuove funzioni AI nel CRM e un questionario di un cliente, attorno a un registro dei sistemi ancora vuoto: nessun elenco, nessun responsabile, nessuna regola scritta.

02 · copia il link alla sezioneGovernance

Regole, registro e fornitori: la parte di governo

In pratica: l’elenco degli strumenti in uso, un nome accanto a ciascuno e poche regole che tutti possono leggere.

AI Regole d’uso e ruoli Quali strumenti sono ammessi, per fare che cosa, chi approva quelli nuovi. Poche pagine, scritte per tutti.
AI Registro dei sistemi AI Che cosa si usa, con quali dati, di quale fornitore, chi ne risponde. È il documento che risponde a clienti, controlli e consiglio.
AI

Valutazione dei fornitori

Dove passano i dati, se vengono usati per addestrare i modelli, per quanto si conservano, come se ne esce. Si verifica sul contratto, non sulla presentazione. Seconda opinione su progetti e fornitori AI
AI

AI Act e protezione dei dati

Che cosa chiede la norma a chi usa questi sistemi, e che cosa dire a clienti e lavoratori. Con il responsabile della protezione dei dati (DPO) e i legali. Il calendario dell’AI Act

03 · copia il link alla sezioneSicurezza

Le verifiche di sicurezza prima dell’avvio

Un assistente che legge i dati aziendali è un nuovo accesso ai sistemi. Si prova come si prova una porta nuova.

Prima di accendere un assistente o un agente sui dati dell’azienda si fanno verifiche mirate, con autorizzazione scritta e, dove possibile, su un ambiente di prova. Le verifiche seguono l’elenco dei rischi più noti di questi sistemi, pubblicato da OWASP, fondazione senza scopo di lucro dedicata alla sicurezza del software.

Alla fine l’azienda riceve un rapporto con i problemi ordinati per gravità, le correzioni proposte e una sintesi per la direzione.

Cybersecurity

Esempio di verifica prima dell’avvio: in un PDF arrivato dall’esterno una frase invisibile chiede all’assistente di allegare il listino riservato; l’assistente riassume il documento, ignora e segnala l’istruzione, e il listino resta fuori dalle fonti consentite. Sotto, le categorie provate: istruzioni malevole, fughe di dati riservati, troppa autonomia, istruzioni interne esposte.

Istruzioni nascoste

Testi scritti in email, documenti e pagine web per ingannare l’assistente: non deve eseguirli.

Fughe di dati

Anche con domande indirette, nessuno deve ottenere ciò che non può vedere.

Permessi eccessivi

Un agente fa solo ciò che serve al suo compito; le operazioni importanti le conferma una persona.

Registri e tracce

Resta traccia di domande, fonti e azioni, leggibile solo da chi deve.

04 · copia il link alla sezioneRiquadro di riferimento

Calendario dell’AI Act: che cosa vale per chi usa l’intelligenza artificiale

Aggiornato il 16 settembre 2026

L’AI Act è il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Riguarda anche chi i sistemi non li sviluppa ma li usa nella propria attività. Una modifica entrata in vigore il 27 luglio 2026 (il regolamento chiamato Omnibus digitale) ha spostato alcune scadenze: questo è il quadro aggiornato.

Calendario dell’AI Act per chi usa l’intelligenza artificiale, aggiornato al 16 settembre 2026. Già in applicazione: 2 febbraio 2025, divieti e preparazione del personale; 10 ottobre 2025, in Italia la legge 132/2025; 27 luglio 2026, entra in vigore l’Omnibus digitale; 2 agosto 2026, trasparenza. In arrivo: 2 dicembre 2026, marcatura dei contenuti per i sistemi generativi già in commercio; 2 dicembre 2027, alto rischio dell’allegato III; 2 agosto 2028, alto rischio dell’allegato I.

Le scadenze

Da quandoChe cosaChe cosa vuol dire per voi
2 febbraio 2025Divieti di alcune pratiche (art. 5) e preparazione di chi usa l’AI (art. 4, la norma la chiama alfabetizzazione)Nessuno strumento in uso deve rientrare tra le pratiche vietate; chi usa l’AI va preparato
10 ottobre 2025 · ItaliaEntra in vigore la legge 23 settembre 2025, n. 132, sull’intelligenza artificialeTra l’altro, l’informazione ai lavoratori sull’uso dell’AI nei casi indicati dall’art. 11
27 luglio 2026Entra in vigore il Regolamento (UE) 2026/1744 (Omnibus digitale sull’AI)La preparazione del personale resta, senza un livello fisso da raggiungere; cambiano le date per l’AI più delicata
2 agosto 2026Obblighi di trasparenza (art. 50)Chi parla con un assistente AI deve saperlo, salvo che sia evidente; immagini e video falsi realistici vanno dichiarati
2 dicembre 2026Fine del periodo transitorio per la marcatura dei contenuti generati, per i sistemi già in commercio prima del 2 agosto 2026Riguarda soprattutto i fornitori degli strumenti: conviene chiedere nei contratti come lo gestiscono
2 dicembre 2027Sistemi «ad alto rischio» (allegato III): per esempio l’AI usata per selezionare personale o valutare il creditoUna persona competente sorveglia il sistema, i registri si conservano almeno sei mesi, i lavoratori vanno informati prima
2 agosto 2028L’AI dentro prodotti già regolati, come le macchine (allegato I)Riguarda chi produce o integra questi prodotti

Altre regole che contano

NormaChe cosa prevedePerché riguarda l’AI in azienda
GDPR, Reg. (UE) 2016/679, art. 35Valutazione d’impatto quando il rischio per le persone è altoUn assistente che legge molti dati personali può richiederla: si valuta con il DPO
GDPR, art. 22Limiti alle decisioni prese solo da una macchinaLe decisioni su clienti e dipendenti non si lasciano all’AI senza una persona
D.Lgs. 138/2024 (la NIS2 in Italia), per le aziende soggette alla NIS2Gestione dei rischi per la sicurezza dei sistemiGli assistenti collegati ai sistemi rientrano nella stessa gestione del rischio
Legge 21 dicembre 2018, n. 171 — a San MarinoProtezione dei dati personaliÈ la norma di riferimento per le organizzazioni sammarinesi

Riquadro informativo, non costituisce parere legale: l’applicazione al singolo caso si valuta con il DPO e i legali dell’azienda. Per le imprese sammarinesi il quadro è diverso: va valutato caso per caso.

Fonti (consultate il 16 settembre 2026)

05 · copia il link alla sezioneIl metodo

Come si lavora

Da dove si parte, chi se ne occupa, che cosa resta all’azienda.

Colloquio

Da dove partire: un censimento, un assistente da verificare, un questionario, una domanda del consiglio.

Censimento

Con l’IT e i reparti, l’elenco degli strumenti in uso, anche quelli arrivati con gli aggiornamenti. Si guardano gli strumenti, non le persone.

Regole e registro

Con il DPO e i legali: che cosa tenere, che cosa sostituire, che cosa spegnere.

Verifiche tecniche

Sugli assistenti che leggono dati aziendali, con autorizzazione scritta.

Nel tempo

Registro aggiornato quando arriva uno strumento nuovo; se l’azienda lo chiede, con tempi e condizioni di assistenza scritti nel contratto.

Chi se ne occupa?
Le verifiche tecniche le fa la divisione Cybersecurity. Dal lato dell’azienda servono un referente della direzione, l’IT, il DPO e il legale.
Che cosa resta all’azienda?
Regole d’uso approvate, registro dei sistemi, schede dei fornitori, rapporto delle verifiche, sintesi per il consiglio.
Quanto costa, e quanto ci vuole?
Dipende da quanti strumenti ci sono e da quante verifiche servono: per questo si parte dal censimento, che dice anche i tempi. La verifica di un singolo assistente si può fare anche da sola, prima del suo avvio.
E poi?
Le regole funzionano se le persone le capiscono: si spiegano per funzione, dal consiglio a chi usa gli strumenti.

Formazione sull’intelligenza artificiale

06 · copia il link alla sezionePrincipi

Cosa non facciamo

  • Non rilasciamo certificazioni e non dichiariamo un’azienda «conforme». Aiutiamo a preparare regole, documenti e controlli.
  • Non sostituiamo il legale né il DPO. Lavoriamo con loro.
  • Non facciamo verifiche tecniche senza un’autorizzazione scritta e un perimetro concordato.
  • Non controlliamo le singole persone: il censimento riguarda strumenti e sistemi.
  • Non teniamo nascosti i nostri interessi. Se tra gli strumenti da valutare c’è un prodotto di Strategic Labs o distribuito da Strategic, lo dichiariamo.
Un assistente che può leggere tutto va controllato come chiunque possa leggere tutto.

07 · copia il link alla sezioneDomande frequenti

Domande frequenti sulla sicurezza e sulla governance dell’AI

Che cos’è la governance dell’intelligenza artificiale in un’azienda?
Sono le regole, i ruoli e i documenti con cui un’azienda decide quali sistemi di AI usare, per fare che cosa e con quali controlli: regole d’uso leggibili, un registro dei sistemi con un responsabile per ciascuno, contratti dei fornitori verificati. Servono a rispondere con i fatti a clienti, controlli e consiglio.
Che cos’è la prompt injection e perché riguarda anche la nostra azienda?
È un testo scritto per ingannare un sistema di AI e fargli fare ciò che non dovrebbe. Può arrivare da chi scrive all’assistente, oppure essere nascosto in un’email, in un PDF o in una pagina web che l’assistente legge. Riguarda ogni azienda che collega un assistente a posta, documenti o sistemi: per questo si verifica prima dell’avvio, con prove realistiche in un ambiente controllato.
L’AI Act riguarda anche chi usa l’intelligenza artificiale senza svilupparla?
Sì: la norma si applica anche a chi usa un sistema di AI nella propria attività. Già oggi valgono i divieti di alcune pratiche e la preparazione del personale; dal 2 agosto 2026 chi parla con un assistente deve saperlo; per l’AI usata per selezionare personale, regole più severe dal 2 dicembre 2027. Le valutazioni giuridiche restano ai legali dell’azienda.
Conviene vietare gli strumenti di AI gratuiti?
Gli strumenti gratuiti di solito non offrono condizioni adatte ai dati aziendali. Regge nel tempo indicare quali strumenti aziendali usare al loro posto, con le condizioni verificate, e spiegare a chi usava quelli gratuiti perché si cambia.
Strategic certifica la conformità all’AI Act?
No. Strategic non rilascia certificazioni né dichiarazioni di conformità. Aiuta l’azienda a preparare ciò che le serve per dimostrare di usare l’intelligenza artificiale con criterio: regole d’uso, registro dei sistemi, valutazione dei fornitori, verifiche tecniche con le correzioni proposte. Le valutazioni giuridiche restano ai legali e al DPO dell’azienda, con cui lavoriamo.
Quanto costa e quanto dura un intervento di governance dell’AI?
Dipende da quanti strumenti sono in uso e da quanti sistemi vanno verificati: per questo si comincia dal censimento. Il primo colloquio non impegna. Se c’è un lavoro da fare, arriva una proposta scritta per l’analisi iniziale, di norma una o due giornate di lavoro con le persone coinvolte. Dopo l’analisi arriva la proposta per il progetto, con fasi, tempi e costi.

Tutte le scadenze nel riquadro

08 · copia il link alla sezioneOsservatorio

Dall’Osservatorio: sicurezza e intelligenza artificiale

Analisi e guide della Redazione Strategic.

Tutti gli articoli sull’intelligenza artificiale

Le parti essenziali di questa pagina si stampano in un fascicolo di poche pagine, senza immagini e senza gli inviti al contatto.

09 · copia il link alla sezioneContatto

Quali strumenti di AI usa oggi l’azienda? Si parte da questa domanda

Qualche riga: quali strumenti o progetti di AI ci sono, chi li segue, se c’è una scadenza (un questionario, un avvio, una riunione del consiglio). Rispondiamo per email, di norma entro due giorni lavorativi.

Nel modulo non vanno inseriti documenti, credenziali o dati riservati.

Su WhatsApp risponde un assistente AI di Strategic.

La vostra richiestaAIRegole e sicurezza dell’AI

1Quali di queste domande vi fate? una o più
2In che fase siete?

Si apre il modulo di contatto con queste scelte già fatte: restano due righe sulla situazione e i recapiti.