In un’organizzazione l’intelligenza artificiale la usa chi prepara un’offerta, la collega il reparto IT, la valuta il legale e ne risponde il consiglio. Ognuno ha domande diverse.
Il consiglio vuole sapere quali sistemi sono in uso e chi ne risponde. L’IT deve collegare un assistente al gestionale senza aprire falle. Il legale deve leggere un contratto con clausole mai viste. L’ufficio del personale riceve l’offerta di uno strumento che seleziona i curricula.
Senza risposte, il prezzo si paga dopo: un progetto approvato senza le domande giuste, un permesso di troppo a un agente, un contratto firmato senza leggere le clausole sui dati. In più l’AI Act chiede di preparare le persone che usano l’AI (la norma parla di alfabetizzazione). Dal 2 agosto 2026 le autorità nazionali vigilano su questo obbligo.
La formazione utile parte da qui: che cosa decide, costruisce o usa ciascuna funzione, e che cosa le serve sapere per farlo bene.
Scenario tipico
L’organizzazione attiva le licenze di un assistente AI e organizza un corso introduttivo: lo stesso per l’amministratore delegato, per il sistemista e per l’ufficio del personale. Tutti escono con un’idea generale. Nessuno con le risposte che gli servono.
Che cosa chiede la norma