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Ruolo critico scoperto: come valutare la posizione prima di decidere chi la ricoprirà

Quando una posizione chiave resta vuota, la tentazione è cercare subito qualcuno uguale a chi c’era. Prima conviene valutare il ruolo: che cosa deve ottenere, quanto pesa, quali obblighi porta, come coprirlo nel frattempo.

Redazione Strategic 7 min di lettura
Copertina: «Ruolo scoperto: prima il ruolo, poi la persona», Persone e talenti

Quando un ruolo chiave resta scoperto, la prima domanda utile non è «chi mettiamo al suo posto», ma «che cosa serve oggi all’organizzazione da quella posizione». Valutare un ruolo critico significa stabilire quali risultati deve garantire, quali decisioni gli spettano, con chi lavora, quali obblighi di legge porta con sé, quanto costa ogni settimana di vuoto e come coprirlo nel frattempo. Il risultato è una scheda del ruolo scritta con la direzione: il metro con cui si giudicheranno i candidati, interni o esterni, e spesso l’occasione per ridisegnare una posizione cresciuta per accumulo.

Perché non basta cercare qualcuno uguale a chi c’era?

Perché il ruolo reale, negli anni, prende la forma della persona che lo occupa. Si aggiungono compiti che nessuno ha deciso, deleghe mai formalizzate, attività svolte solo perché quella persona sapeva farle. Cercare una copia significa copiare anche queste deformazioni.

Nel frattempo l’azienda è cambiata: nuovi mercati, nuovi sistemi, nuovi obblighi. Il profilo che andava bene dieci anni fa può non essere quello che serve adesso.

Scenario tipico. In un gruppo della distribuzione il responsabile dei sistemi informativi lascia l’incarico. Negli anni aveva preso in carico anche i contratti di telefonia, gli acquisti di software, i rapporti con il fornitore del gestionale e le pratiche sulla protezione dei dati. L’annuncio che la direzione stava per pubblicare chiedeva tutte queste competenze insieme: un profilo che sul mercato quasi non esiste. Dopo la valutazione, il ruolo viene diviso. I sistemi restano a una figura tecnica, gli acquisti tornano all’ufficio acquisti, la protezione dei dati passa a chi ne ha le competenze e nessun conflitto di interessi.

Che cosa rende critico un ruolo?

Un ruolo è critico quando un vuoto, o una scelta sbagliata per coprirlo, produce in poco tempo un danno rilevante e difficile da rimediare. Non riguarda solo i dirigenti: può essere critico anche l’unico specialista di un sistema o il responsabile della qualità di uno stabilimento.

Criterio Domanda Segnale di criticità alta
Impatto Quali risultati dell’azienda peggiorano senza questa posizione? Ricavi, clienti, sicurezza, adempimenti
Urgenza In quanto tempo il vuoto diventa un danno? Giorni o settimane
Copertura Chi altro sa svolgere le parti essenziali? Nessuno, o una sola persona già al limite
Reperibilità Quanto è difficile trovare o formare queste competenze? Competenze rare o lunghe da costruire
Poteri Quali firme, procure e accessi porta con sé? Firme bancarie, accessi da amministratore, deleghe verso le autorità
Obblighi Una legge o un contratto chiedono che qualcuno lo ricopra? Nomine richieste da norme, referenti previsti dai contratti

Per ogni criterio basta un giudizio alto, medio o basso, dato dalla direzione con chi conosce il lavoro. I ruoli con più giudizi alti vanno in cima all’elenco: quello scoperto oggi, ma anche quelli che potrebbero restarlo domani.

Come si descrive il ruolo prima di pensare ai nomi?

Con una scheda breve, che risponde a otto domande:

  1. Scopo. Perché esiste la posizione, in una frase.
  2. Risultati attesi. Che cosa deve ottenere nei primi dodici mesi, in termini verificabili.
  3. Decisioni. Che cosa decide da solo, che cosa propone, che cosa esegue; con quali firme e procure.
  4. Relazioni. A chi riferisce, chi coordina, con quali funzioni e con quali interlocutori esterni lavora.
  5. Competenze indispensabili. Poche, separate da quelle soltanto utili. Un vocabolario comune aiuta: la Commissione europea mette a disposizione ESCO, la classificazione multilingue di abilità, competenze e occupazioni.
  6. Condizioni. Sede, trasferte, lingue, riservatezza.
  7. Requisiti di legge o di contratto.
  8. Verifica. Come si capirà, dopo sei mesi, se la scelta è stata giusta.

La scheda si scrive con la direzione e con chi lavorerà accanto alla nuova persona: il responsabile diretto, un collega di pari livello, qualcuno di una funzione che dipende da quel ruolo. Riguarda la posizione, non le persone. Quando poi si valutano i candidati valgono le regole sul trattamento dei dati e sui limiti alle indagini del datore di lavoro, riassunte nella pagina sui ruoli critici.

Quali ruoli hanno requisiti fissati dalle norme?

Alcune posizioni non si possono coprire con chiunque, né lasciare vuote senza conseguenze. Qualche esempio, in Italia e nell’Unione europea:

  • Responsabile della protezione dei dati. Il GDPR chiede di sceglierlo in base alle qualità professionali e alla conoscenza specialistica della materia (art. 37). Può svolgere altri compiti, purché non creino conflitti di interessi (art. 38).
  • Punto di contatto NIS. Per i soggetti che rientrano nella normativa NIS, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale indica che la funzione può essere svolta dal rappresentante legale, da un suo procuratore generale o da un dipendente delegato, e prevede anche la figura del sostituto. Se il ruolo scoperto era questo, la designazione va aggiornata.
  • Vertice delle società quotate. Il Codice di Corporate Governance raccomanda che, nelle società quotate di maggiori dimensioni che vi aderiscono, il consiglio di amministrazione definisca un piano per la successione dell’amministratore delegato e degli amministratori esecutivi, con almeno le procedure per una cessazione anticipata, e accerti l’esistenza di procedure adeguate per la successione del top management.
  • Settori vigilati. Banche, assicurazioni e altri settori sottoposti a vigilanza hanno requisiti propri per diversi incarichi, da verificare con i legali prima della nomina.

C’è poi una regola generale. Il Codice civile chiede a chi fa impresa in forma societaria un assetto organizzativo adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa (art. 2086). Una posizione chiave senza copertura né piano è uno dei punti che una verifica sugli assetti può mettere in evidenza. Per le imprese sammarinesi il quadro è diverso: va valutato caso per caso.

Come si copre il ruolo nel frattempo?

Soluzione Quando funziona A che cosa fare attenzione
Incarico ad interim a un interno C’è una persona vicina per competenze Carico doppio, deleghe scritte, durata dichiarata
Ripartizione tra più persone Le attività sono separabili Chi decide sulle questioni trasversali
Manager esterno per un periodo definito Serve esperienza subito, o il ruolo va rimesso in ordine Poteri scritti, accessi, passaggio finale
Servizio esterno per la parte tecnica La parte critica è specialistica, come database o sicurezza Tempi di risposta nel contratto e un referente interno che ne risponde

Nella prima settimana, qualunque sia la soluzione, si fanno tre cose: si aggiornano firme, procure e accessi, revocando quelli di chi è uscito; si comunica a clienti, fornitori e autorità chi è il nuovo referente; si fissa una data entro cui la copertura provvisoria finisce. Quando il ruolo scoperto è tecnico, il confronto tra una figura interna e un servizio esterno segue la logica descritta per il DBA Oracle interno o esterno.

Quando conviene ridisegnare il ruolo invece di replicarlo?

Quando si vede almeno uno di questi segnali:

  • Compiti incompatibili nella stessa posizione, per esempio chi autorizza i pagamenti e chi riconcilia i conti, o chi amministra i sistemi e chi ne controlla la sicurezza.
  • Un profilo che non esiste: la somma delle competenze richieste non corrisponde a nessun percorso professionale reale.
  • Una strategia cambiata: il ruolo era pensato per un’azienda che non c’è più.
  • Decisioni già spostate altrove: il ruolo firma, ma nei fatti decide un altro.

Ridisegnare non vuol dire per forza dividere. A volte due posizioni si uniscono, a volte una parte del lavoro esce dall’azienda, a volte il ruolo sale di livello e riferisce direttamente al vertice.

In sintesi

  • Un ruolo scoperto si valuta prima di pensare ai nomi: che cosa deve ottenere oggi, non che cosa faceva chi c’era.
  • Impatto, urgenza, copertura, reperibilità, poteri e obblighi dicono quanto è critico.
  • La scheda del ruolo, scritta con chi ci lavorerà accanto, diventa il metro per ogni candidato.
  • Alcune posizioni hanno requisiti fissati dalle norme, e un vuoto può toccare anche l’adeguatezza degli assetti.
  • La copertura provvisoria ha poteri scritti, accessi aggiornati e una data di fine.
  • Spesso il momento del vuoto è il migliore per ridisegnare il ruolo.

Domande frequenti

Chi deve scrivere la scheda del ruolo?

La direzione, con il responsabile diretto della posizione e con chi ci lavorerà accanto. Un supporto esterno aiuta a fare le domande giuste e a tenere separate le competenze indispensabili da quelle soltanto utili.

Conviene promuovere una persona interna?

Può convenire, se risponde ai requisiti della scheda. Va valutata con lo stesso metro dei candidati esterni, e va considerato il vuoto che lascia nella posizione di partenza.

Ogni quanto si aggiorna l’elenco dei ruoli critici?

Almeno una volta l’anno e a ogni cambiamento importante: riorganizzazione, acquisizione, nuovo mercato, nuovi obblighi normativi.


Definire i ruoli che non si possono sbagliare, scriverne la scheda e preparare per tempo chi ne prenderà il posto è il lavoro che Strategic svolge nell’area ruoli critici e successione, insieme alla direzione e a chi gestisce le persone in azienda.

Fonti

Consultate il 16 settembre 2026.

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