Kristina Reply: il chatbot WhatsApp che risponde 24/7, da 50€ al mese

26 Lug 26

Un imprenditore ci ha scritto la settimana scorsa: preventivo di un’agenzia per “un chatbot AI su WhatsApp” — 15.000 euro una tantum più 800 al mese di manutenzione. Per rispondere a chi chiede orari di apertura e disponibilità prodotti. Non è un errore di battitura, è normale amministrazione nel mercato dei chatbot: tanta narrazione, poco costo reale.

La verità è più semplice e più economica di quanto il mercato voglia farti credere. E vale la pena spiegarla per bene, perché qui dentro ci sono decisioni che spostano soldi veri ogni mese.

Quanto costa davvero

Un agente AI che risponde su WhatsApp 24/7, qualifica i lead e gestisce prenotazioni parte da 50€ al mese. Non è una cifra scontistica per agganciarti: è il prezzo reale di Kristina Reply, il nostro prodotto.

Nel dettaglio:

  • Setup one-time: 50€ — configurazione iniziale, non un canone travestito
  • Da 50€/mese per un numero, fino a 3 numeri WhatsApp gestiti in parallelo
  • 2.000 conversazioni al mese incluse nel piano base
  • Nessun vincolo contrattuale pluriennale nascosto nelle condizioni generali

Confrontalo con quello che gira nel mercato: piattaforme SaaS internazionali che partono da 300-500€/mese solo di licenza, più costi di integrazione, più fee per ogni migliaio di messaggi extra. La differenza non è marketing. È struttura di costo.

Come funziona Kristina Reply, senza fuffa

Un chatbot WhatsApp aziendale serio fa tre cose, non trenta:

Risponde in tempo reale alle domande ricorrenti — orari, disponibilità, prezzi, stato di un ordine — senza che un umano debba essere sveglio alle 23 di sabato.

Qualifica il lead prima che arrivi a un commerciale: capisce se chi scrive è un curioso o un cliente pronto a comprare, e instrada di conseguenza.

Gestisce prenotazioni e FAQ in autonomia, e quando la richiesta esce dal perimetro — un reclamo delicato, una trattativa — passa la mano a un operatore umano. Senza fingere di saper fare tutto.

Non c’è mistero esoterico dietro. C’è un modello linguistico addestrato sui contenuti della tua azienda, collegato all’API ufficiale WhatsApp Business, con logiche di escalation quando serve l’umano. Il resto è ingegneria di dettaglio: latenza bassa, risposte coerenti col tono del brand, log tracciabili per compliance.

Loro fanno demo, noi mandiamo la fattura

Il mercato AI è pieno di chi vende visione e consegna slide. Aprono round, fanno demo, scappano — e tu resti con un chatbot che risponde bene in presentazione e male in produzione, appena il traffico reale mette sotto stress il prompt.

Noi costruiamo prodotti AI dal 2018, prima ancora che fosse una parola da pitch deck. Kristina Reply, DIREKTA, Autochatter — nascono internamente, li usiamo noi per primi, poi li vendiamo. Non è consulenza AI da PowerPoint. È software che gira, con SLA veri, non promesse da round seed.

E quando qualcosa non funziona, non sparisce un founder con la sua exit strategy: rispondi al form entro 24 ore lavorative, parli con un umano, non con un ticket system che gira in loop.

Dove finiscono i tuoi dati

Un dettaglio che quasi nessuno ti dice nel preventivo: dove vanno le conversazioni dei tuoi clienti. Molte piattaforme AI processano i dati su server negli Stati Uniti, con tutte le implicazioni GDPR che ne derivano — e che spesso vengono liquidate con una clausola contrattuale generica.

I nostri prodotti girano su hosting EU e Repubblica di San Marino. I dati non escono dalla giurisdizione. Non è un dettaglio tecnico da nerd della compliance: è la differenza tra poter dire “sì, siamo conformi” e dover sperare che nessuno faccia domande in un audit NIS2.

Quando ha senso e quando no

Ha senso se ricevi più di 20-30 messaggi WhatsApp al giorno da clienti o prospect e ogni risposta persa è un’opportunità bruciata. Ha senso se il tuo team commerciale perde tempo prezioso a rispondere “che orari avete” invece di chiudere trattative.

Non ha senso se i tuoi volumi sono bassi e un umano risponde comunque in dieci minuti: in quel caso il chatbot è un costo che risolve un problema che non hai.

La domanda giusta non è “quanto costa un chatbot WhatsApp”. È: quanto ti costa oggi non averlo — in lead persi, in tempo commerciale sprecato, in clienti che scrivono di notte e trovano silenzio fino al mattino dopo.

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